Grazia Deledda e il Festival

24 Nov , 2025 Festival Sos Arrastos

Grazia Deledda e il Festival

C’è un tempo, all’inizio del Novecento, in cui una giovane donna nuorese attraversa le strade polverose di Galtellì. È Grazia Deledda. Qui trova ospitalità, amicizia, voci e sguardi che resteranno scolpiti nella sua memoria. E proprio da queste giornate, passate tra salotti d’altri tempi e racconti sussurrati nelle corti, nascerà l’anima di uno dei romanzi italiani più intensi e amati: Canne al vento, la storia che, nel 1927, condurrà la sua autrice al Premio Nobel per la Letteratura.
Nel libro, Galtellì diventa Galte, ma nulla va perduto: le vie silenziose del borgo antico, la collina bianca solcata dal vento, le ombre del Castello di Pontes, la Basilica pisana che osserva immobile il passare delle stagioni. Sono luoghi che ancora oggi vivono e parlano, pronti a farsi ritrovare da chi desidera ascoltare.
E tra questi paesaggi vibra la voce di Efix, il servo che, con passo umile e cuore ardente, attraversa amore e dolore, fede e redenzione: una figura umana, profondissima, che guida il lettore dentro l’anima più segreta della Sardegna.
Il Festival nasce da qui: dal desiderio di restituire a questi luoghi la loro dimensione narrativa e sensibile, e di farne esperienza condivisa.
Ma quest’anno il respiro si allarga, il racconto non vive solo a Galtellì.
Si estende a Irgoli, con la sua comunità vibrante, custode di antiche voci corali e tradizioni vive, dove la musica diventa partecipazione e intimità collettiva.
Si apre verso Loculi, paese affacciato sulle rive tranquille del Cedrino, dove il tempo rallenta e la comunità accoglie con una gentilezza antica, fatta di sguardi, strette di mano e memoria condivisa.
Tre paesi, tre comunità sorelle, un unico spirito che unisce.
Durante il Festival, le piazze, le chiese, le case di pietra e i cortili antichi di questi borghi si animeranno di canti, passi, voci e silenzi colmi di significato. Gli strumenti della musica arcaica intrecceranno il loro respiro ai movimenti delle danze rituali; le voci profonde dei cori dialogheranno con i versi dei cantos a tenore; le preghiere lente dei cantores si fonderanno con gli abbracci danzanti che, ancora oggi, scandiscono il tempo della festa e delle relazioni comunitarie.
Ospiteremo anche amici del canto e della memoria provenienti non solo dalla nostra isola, ma anche dalla penisola e dall’estero: artisti che porteranno con sé accenti diversi e modi propri di raccontare il mondo attraverso la musica, in un abbraccio corale che attraversa confini e generazioni.
Tre giorni in cui le comunità si apriranno al mondo, per accogliere e per lasciarsi attraversare, restituendo a chi arriva il senso autentico di una terra che offre, che ascolta, e che continua a ricevere.
Non sarà un semplice evento.
Sarà entrare in Canne al vento.
Sarà camminare nei luoghi di Grazia Deledda, ma soprattutto sentirli pulsare.
Galte, Irgoli e Loculi sono pronti ad aprire le loro porte.
A te spetta solo una scelta: entrare nel racconto